Finanziamento Europeo per il progetto Tap

È la notizia che il Salento aspettava da un po’: è arrivato il finanziamento da parte della Banca Europea per il progetto Tap, il gasdotto che a partire dal 2020, partendo dall’Azerbajian, approderà in questa terra per poi dirigersi verso Brindisi, dove si allaccerà alla rete Snam.

In tutto un miliardo e mezzo di euro, una cifra cospicua, che testimonia l’importanza data all’opera.

Ora si sta realizzando il pozzo di spinta in cui, in seguito, verrà calata la “talpa”, ovvero il macchinario con cui si costruirà il microtunnel dove, dentro, transiterà una parte della condotta. Questo lavoro servirà ad impedire che la spiaggia di Melendugno debba essere attraversata.

Tuttavia, anche se le autorizzazioni sono state rilasciate ed i permessi accordati, il progetto non rende tutti soddisfatti, anzi: Regione Puglia, Comuni della zona circostante e No Tap, lo avversano con tenacia. Particolarmente agguerrito Michele Emiliano, governatore della Regione, che giudica la realizzazione dell’impianto incompatibile con il rispetto dell’ambiente e chiede che l’infrastruttura venga realizzata a Brindisi. Le proteste stanno rendendo difficile la prosecuzione dei lavori, soprattutto per via delle continue manifestazioni dei No Tap, che spesso irrompono nei cantieri bloccandone, di fatto, l’attività.

Non è mancata qualche tensione quando circa una quarantina di attivisti ha bloccato per un’ora l’ingresso nell’area cantiere ai mezzi della ditta incaricati dello svolgimento dei lavori: la maggior parte dei partecipanti al blitz aveva il volto coperto.

C’è stato qualche lancio di uova piene di vernice contro i mezzi stessi e la polizia ha dovuto intervenire.

Non si esclude che la protesta sia stata inscenata proprio in risposta alla decisione della Bei di finanziare il progetto della realizzazione del gasdotto, che comunque, sembra, si farà ugualmente.

Stando a quanto dichiarato, già a Settembre era stato realizzato più del 50% del lavoro totale, compresi i vari passaggi in Albania e Grecia, che pure saranno attraversate dalla medesima infrastruttura.

Ma i problemi non finiscono qui: attualmente la Magistratura si sta occupando della questione relativa ad una presunta truffa su un possibile aggiramento della normativa Seveso nel percorso autorizzativo del gasdotto, che vede per ora tre indagati.

Vedremo come andrà a finire e cosa decideranno i giudici, anche se Tap asserisce che, in base alle tonnellate di gas previste, il gasdotto è stato escluso dalla Seveso.

In fin dei conti, come sempre accade in presenza della costruzione di una grande opera, soprattutto quando essa va profondamente ad incidere sul territorio, i pareri sono contrastanti: qualcuno la ritiene utile, se non indispensabile, alla modernizzazione di quella particolare zona geografica, altri la considerano negativamente per via del forte impatto ambientale che essa inevitabilmente avrà, giudicando primaria la questione ecologica.

Da questo punto di vista, finora, il gasdotto del Salento non fa eccezione e a noi non resta che attendere gli ulteriori sviluppi, in particolare quelli giudiziari, sulla vicenda.

Le fonti di energia, soprattutto quelle alternative, sono indispensabili ovunque, ma la tutela dell’ambiente lo è altrettanto: a breve vedremo in che modo verrà risolta la spinosa “querelle”. Il Comitato No Tap continua ad essere molto agguerrito così come molti dei Comuni Salentini, in particolare il Comune di Melendugno che vuole preservare il suo litorale costiero. Le marine di Melendugno sono tra le più note del Salento, basti pensare a Roca e alla Gotta della Poesia, a San Foca e a Torre dell’Orso. Porprio a Tore dell’Orso sorgono alcuni dei villaggi turistici più noti del Salento come l’Araba Fenice Village (qui il sito ufficiale)

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